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Ventotene - Storia: prigione dorata

La Ventotene di Roma fu considerata, dagli imperatori del I secolo a.C., una specie di "zona franca", in cui mandare in esilio personaggi scomodi o sospetti.

Nel II a.C., ad esempio, l'imperatore Augusto ci esiliò persino la figlia Giulia, perchè aveva violato la "lex Iulia", sulla moralizzazione pubblica... A quanto pare, la "ragazza" aveva dato scandalo in pubblico...ehm...

Quale che fosse la verità, Augusto è vero che esiliò la figlia, ma le fece costruire una super-villa, con una piscina e teatro, i cui resti sono ancora visibili: un complesso ricco e articolato, sviluppato su tre livelli, seguendo la conformazione del terreno.

La lista delle celebri esiliate conta anche i nomi di Agrippina e del terribile figlio Nerone, di Agrippia e Livilla, due sorelle accusate di immoralità (tanto per cambiare), e infine Ottavia, ripudiata proprio da Nerone, che arrivò a Ventotene nel 62 d. C. su cortese invito di Poppea, che l'accusò di adulterio, per accaparrarsi l'illustre marito.

Per circa un paio di decenni, tra il 1926 e il 1943, Ventotene tornò alle tradizioni imperiali, diventando sede di una colonia di confino politico.




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