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Ponza - Storia: le origini


Nella storia dell'isola di Ponza troviamo tracce "umane" sin dall'era neolitica, anche se, alcuni resti ritrovati sull'isola, sembrano risalire al periodo pre-romano.

Sono stati infatti ritrovati alcuni tratti di mura ciclopiche di una fortezza edificata dagli Aurunci, popolazione di origine indoeuropea, che si stabilì nel basso Lazio in epoche risalenti al VI° secolo a.C.

Anche i Greci, marinai infaticabili, lasciarono il loro "segno", evidente soprattutto nella Chiaia di Luna (versante ovest dell'isola), la baia più celebre dell'intero arcipelago pontino, sovrastata da un'imponente parete di tufo bianco e giallo.

Nella baia, infatti, sembra sorgesse un porto greco dedicato alla dea Luna e i limpidi fondali conservano resti di antiche costruzioni e frammenti di anfore. Ancora oggi, come duemila anni fa, è possibile arrivare alla spiaggia grazie a un tunnel, attribuito sempre ai Greci, riutilizzato e migliorato dai Romani, che ricavarono nella volta ampi lucernai e costruirono mura di rinforzo del cunicolo.

Subito a destra dell'entrata del tunnel, due minuscoli ponti portavano alla necropoli, di cui rimangono le tracce sulla collina dei Guarini, che sovrasta lo strapiombo di Chiaia di Luna.

I Romani sfruttarono Ponza come un attrezzatissimo punto di sosta nel Tirreno.

Vi costruirono ben quattro acquedotti che convogliavano l'acqua piovana, fino a enormi cisterne naturali, che oggi sono la Grotta di Dragonara, quella dei Serpenti, della Madonna e il Bano Vecchio.

Altre grotte, risalenti al I secolo a.C. ed appartenenti ad una villa romana i cui resti sono ancora visibili sul promontorio, sono le grotte di Pilato.

Scavate nella roccia sul lato orientale dell'isola, servivano ad allevare le murene, sia per scopi divinatori che culinari. Costruite con un perfetto sistema di saracinesche, permetteva di cambiare l'acqua e spostare i pesci da una vasca all'altra.




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