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Sonnino - Folklore: la festa delle torce di Sonnino



Sonnino è una pittoresca cittadina di circa 7.000 persone, costruita su una collina del Monti Lepini laziali, alta circa 450 metri.

E' un paese carinissimo, proprio come molti di queste zone, ma è unico per la tradizione che è viva ancora oggi della Festa delle torce.

E' una festa altamente suggestiva, celebrata il 25 Aprile di ogni anno, in onore di S. Marco, patrono del paese, ed è imperdibile!
Uno degli spettacoli notturni più belli che si possa vedere.

Perchè le torce somigliano ad una colata lavica, ad una fiaccolata tipica delle nottate sulla neve, ad un fiume di fuoco... E' impossibile non notarle.

C'e' un messaggio, c'e' il mittente e ci sono i destinatari e poi c'e' il mezzo che trasporta il messaggio.

La notte ed il fuoco sono il mezzo attraverso cui trasmettere il messaggio, forte e chiaro, da parte delle genti del luogo.

I destinatari di questo messaggio visivo sono le forze che lavorano contro un buon raccolto: un nemico spirituale (il male, il peccato) e un nemico materiale. Il percorso della processione infatti passa lungo il periplo dei confini territoriali, un modo per "delimitare" il territorio e la propria cultura.
I destinatari sono anche tutti i cittadini sonninesi, che, lavorando, fanno di queste terre la vera forza promotrice e vitale.

Il messaggio? può essere, a questo punto, uno ed uno soltanto:
"noi lavoreremo sodo, ma voi lasciateci in pace, altrimenti ve la facciamo vedere!"  

Inizia così, in tarda serata, la processione, dopo la Messa vespertina, e prosegue, inerpicandosi su scoscesi sentieri, per tutta la notte, al canto delle litanie.

Alla fine della processione, c'e' l'ultimo richiamo, attuato ancora dagli uomini: verso le 22, quando la processione è sulla via del ritorno, s'ode il crepitio delle salve di fucileria, mentre bengala multicolori s'incrociano nel cielo del grande vallone, creando suggestioni intense.




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